«La pace sia con voi» Da Francesco a Leone

Si sbagliava chi pensava a papa Prevost come a un Pontefice debole, tutto stole e merletti. Chi aveva gioito alla sua elezione pensando che avrebbe messo in “soffitta” il magistero del suo predecessore non ha fatto i conti con la formazione dell’agostiniano, con la Dottrina sociale della Chiesa, con il Vaticano II. Con il Vangelo. E così sta facendo i conti con due Papi che, sebbene con stili e caratteri molto diversi, hanno a cuore solo il percorrere la via di Gesù venuto al mondo, come scrive Luca, «per annunciare la buona novella ai poveri, proclamare la liberazione ai prigionieri, ridare la vista ai ciechi, restituire la libertà agli oppressi».
Non un compito facile in un tempo in cui il nome di Dio viene usato e abusato per giustificare la sopraffazione e la violenza. Per dare legittimità a guerre “preventive” o “di scelta”, come si usa dire. Per violare la sovranità di altri Stati, per affamare e distruggere i civili. A un anno dalla morte di papa Francesco e dall’elezione, l’8 maggio, di papa Leone, vediamo sempre più evidente quella «terza guerra mondiale a pezzi» che Bergoglio aveva denunciato fin dal 2014, al ritorno del viaggio in Corea.
Il seguito sulla rivista.
di Annachiara Valle


