La Pasqua che sboccia

Marzo è il mese della soglia: l’inverno lentamente si ritira, la luce diventa più intensa, l’aria si fa più mite e la natura, quasi in punta di piedi, ricomincia a comunicare attraverso i fiori.
È il tempo della meraviglia, dei primi colori che interrompono il grigiore. Non è un caso che proprio in questo periodo si celebri la Pasqua, festa che inneggia alla vita che rinasce, alla speranza che rifiorisce dopo il dolore. I fiori raccontano la primavera che arriva e, allo stesso tempo, alcuni custodiscono simboli profondamente legati alla tradizione cristiana.
Tra questi, c’è anzitutto il protagonista di leggende antiche, segno di protezione dei Cavalieri Templari e simbolo universale di purezza: il giglio bianco, spesso chiamato anche giglio pasquale. Si narra, infatti, che questi fiori siano nati nel giardino del Getsemani, dove Gesù visse le sue ultime ore prima della cattura e della crocifissione. Dalle gocce di sudore e dalle sue lacrime di angoscia cadute a terra sarebbero sbocciati i gigli candidi. Dalla sofferenza si generano così speranza e luce.
Altro fiore molto legato a questo periodo è il narciso, allegro, luminoso e vivace: rappresenta l’auspicio di felicità promesso dalla Resurrezione. In Galles, nel Regno Unito, viene chiamato giglio di Quaresima, proprio perché la sua fase di massima fioritura coincide con le celebrazioni pasquali.
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di Lucilla Perrini


