Educare alla fede nell’era digitale

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Dal Vaticano alle diocesi, cresce l’impegno per formare i giovani a un uso corretto e responsabile dell’intelligenza artificiale. Affinché possa essere uno strumento a servizio della crescita individuale e del bene comune.

ustodire voci e volti umani è il tema scelto da Leone XIV per il suo messaggio in occasione della 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, l’unica voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, che si terrà il 17 maggio 2026.
È dedicata a san Carlo Acutis, canonizzato proprio da Prevost, e al suo genio informatico la nuova app ufficiale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. L’applicazione, che propone i contenuti del sito istituzionale www.vaticanstate.va, è stata progettata per rendere l’accesso alle informazioni immediato e fruibile dai dispositivi mobili.
Questo strumento digitale consente di consultare in modo rapido e intuitivo avvisi e comunicazioni, migliorando l’esperienza di navigazione. Sulla piattaforma vengono riportati nelle varie sezioni: il santo del giorno, le notizie, le interviste, i video, i link di collegamento con le altre istituzioni del Governatorato, ovvero Commercializzazione filatelica e numismatica, Musei vaticani, Farmacia vaticana, Poste vaticane, ville pontificie, Specola vaticana, cioè l’Osservatorio astronomico della Santa Sede.
L’iniziativa rientra nel percorso di innovazione promosso dallo stesso Governatorato con l’obiettivo di favorire trasparenza, partecipazione e diffusione delle informazioni attraverso servizi moderni e inclusivi.
Unire umanesimo, tecnologia e formazione per le nuove generazioni è, invece, la finalità di Acutis AI, piattaforma educativa che accompagna i ragazzi verso una positiva integrazione tra l’intelligenza artificiale, che sarà il tema della prima enciclica del Pontefice, attesa per il 2026, e la vita quotidiana. Ideato da don Davide Imeneo, linguista computazionale, giornalista e direttore del settimanale diocesano Avvenire di Calabria, il sistema nasce dalla convinzione che l’intelligenza artificiale possa essere utile quando utilizzata con saggezza e virtù.
Il progetto, che affonda le sue radici nella comunità di Reggio Calabria-Bova, è nato durante gli incontri del laboratorio scolastico del giornale della diocesi, che coinvolge i ragazzi di tre scuole medie del capoluogo calabro.
Da questo percorso sono state sviluppate otto applicazioni Gpt, create insieme agli studenti e messe gratuitamente a disposizione della comunità su acutisai.it. Tutte mirano a potenziare le competenze comunicative e giornalistiche, favorendo anche un approccio critico e consapevole. Si tratta di un’esperienza che mostra come la tecnologia possa diventare un’occasione di incontro e discernimento, quando è guidata da un cuore pastorale. Grazie a questa attività, il periodico diocesano è stato il primo giornale italiano a pubblicare un’app Gpt sullo store di OpenAI. 

Il seguito sulla rivista.

di Francesco Antonio Grana

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