Artemisia e le altre

Jusepe de Ribera, Maddalena Ventura con il marito e il figlio (Donna barbuta), 1631, olio su tela, 196 x 127 cm,
Siviglia, Fundación Casa Ducal de Medinaceli, in deposito a Madrid, Museo Nacional del Prado © Album / Artelan / Mondadori Portfolio
Non c’è stata solo Artemisia Gentileschi. Ci sono state anche Lavinia e Fede, Giovanna e Diana, Teresa e Caterina. Sono alcune delle artiste attive a Napoli nel Seicento. Poco note e poco valorizzate, da scoprire e da conoscere. La meritoria iniziativa di portarle alla ribalta è di Intesa Sanpaolo, che ha aperto nel capoluogo campano, alle Gallerie d’Italia, bellissimo polo museale che si affaccia sulla vivace via Toledo, la mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, curata da Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer.
L’esposizione, realizzata con il patrocinio istituzionale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, il sostegno del Comune di Napoli e la partecipazione dell’Università di Napoli L’Orientale, presenta 69 opere tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture, manifatture provenienti da importanti musei italiani e internazionali. I nomi sono di prestigio: il Prado di Madrid, le collezioni reali spagnole, la National Gallery di Washington, la Fundación Casa Ducal de Medinaceli di Siviglia.
Finora la storiografia si è concentrata quasi esclusivamente sulla figura di Artemisia, pittrice di scuola caravaggesca nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli, probabilmente di peste, fra il 1654 e il 1656. La lunga stagione meridionale di questa artista è stata approfondita fra il 2022 e il 2023 da una ricca monografia proprio nelle Gallerie d’Italia. L’attuale evento amplia, invece, lo sguardo all’intero secolo e indaga il contributo femminile alla cultura artistica locale con l’obiettivo di riportare all’attenzione episodi e protagoniste rimasti finora confinati nella bibliografia specialistica. Fondato su nuove ricerche d’archivio, recuperi conservativi e specifiche campagne fotografiche, il progetto intende costituire un solido punto di partenza per ogni futura indagine in un settore di studi ancora frammentario.
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di Roberto Zichittella


