Il Bambino simbolo di tutti i bambini

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Se guardo quel Bambino rifiutato eppure prodigioso, e sento che il cuore ritrova in Lui la sua guarigione, se in Lui riconosco – non solo in questi giorni – una sorgente di luce, allora non posso non pensare a tutti i bambini che oggi subiscono l’assurda crudeltà delle guerre.
Bambini in guerra: è un fenomeno in drammatica crescita, nonostante numerosi documenti internazionali impegnino gli Stati a proteggere i più piccoli dalle conseguenze nefaste delle operazioni belliche.
Secondo il rapporto pubblicato dall’Unicef nel 2024, più di 473 milioni di minorenni, quasi uno su cinque, «vivono in aree direttamente colpite da guerre e conflitti violenti (la maggior parte, più di 180 milioni, si trova in Africa)».
È il dato più elevato registrato dalla fine della Seconda guerra mondiale. A confermare la gravità del fenomeno sono i numeri contenuti nel rapporto dell’Onu, secondo cui, nel solo 2023, nei luoghi di combattimento, sono state accertate oltre 32mila gravi violazioni dei diritti umani, con un aumento del 23 per cento rispetto al 2022. Tra queste, la mutilazione, l’arruolamento forzato in eserciti e gruppi armati, i rapimenti e gli attacchi deliberati a strutture civili come scuole e ospedali. Palestina e Ucraina sono i Paesi più colpiti, ma non mancano altre nazioni, meno conosciute, come Burkina Faso, Repubblica democratica del Congo, Myanmar, Somalia, Sudan.

Il seguito sulla rivista.

di Vittorio Sammarco

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