Il Giubileo che unisce due Papi

Foto AGF

Con la chiusura della Porta santa, Leone conclude l’Anno santo 2025, raccogliendo l’eredità di Francesco e rinnovando l’invito alla speranza e alla fraternità per la Chiesa e per il mondo.

Il Giubileo della speranza resterà nella storia per un motivo in particolare.
Si tratta, infatti, del secondo Anno santo celebrato con una sede vacante, circostanza verificatasi in precedenza solo nel 1700.
L’Anno giubilare era allora stato indetto e aperto da Innocenzo XII che, però, morì durante il suo svolgimento e lo lasciò in eredità al suo successore, Clemente XI: poiché, dopo la scomparsa del Papa, ci furono due mesi di soglio pontificio senza guida e uno straripamento del Tevere, che complicò l’arrivo dei pellegrini a San Pietro, il nuovo Pontefice prolungò l’evento fino al 25 febbraio 1701 per consentire al maggior numero di fedeli di raggiungere Roma.


Il Giubileo straordinario del 2015
Papa Francesco, nel corso dei suoi dodici anni da Pontefice, aveva già indetto e aperto un Giubileo straordinario dedicato alla misericordia, in occasione del 50° anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II.
L’annuncio arrivò a sorpresa il 13 marzo 2015, a due anni esatti dalla sua elezione, e l’Anno Santo si svolse dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016. La prima soglia a essere aperta non fu quella di San Pietro: il 29 novembre 2015, infatti, Francesco inaugurò il rito nella cattedrale di Bangui, anticipando così l’inizio ufficiale del Giubileo.


Il Giubileo ordinario del 2025
Bergoglio ha poi indetto l’Anno santo 2025, dedicato alla speranza. Il Papa ha aperto la Porta santa di San Pietro il 24 dicembre 2024 e toccherà al suo successore, Leone XIV, chiuderla il 6 gennaio 2026.
Recentemente, Prevost ha ricordato che Bergoglio «è deceduto dopo aver aperto la Porta santa e aver impartito a Roma e al mondo la benedizione pasquale».
Una staffetta tra i due Pontefici che ha segnato questo Giubileo. Nella bolla di indizione Spes non confundit, Francesco scrive che «l’Anno santo 2025 si pone in continuità con i precedenti eventi di grazia. Nell’ultimo Giubileo ordinario si è varcata la soglia dei duemila anni dalla nascita di Gesù Cristo. In seguito, il 13 marzo 2015, ho indetto un Giubileo straordinario con lo scopo di manifestare e permettere di incontrare il volto della misericordia di Dio, annuncio centrale del Vangelo per ogni persona in ogni epoca. Ora è giunto il tempo di un nuovo Giubileo, nel quale spalancare ancora la Porta santa per offrire l’esperienza viva dell’amore di Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo. Nello stesso tempo, questo Anno santo orienterà il cammino verso un’altra ricorrenza fondamentale per tutti i cristiani: nel 2033, infatti, si celebreranno i duemila anni della redenzione compiuta attraverso la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù. Siamo così dinanzi a un percorso segnato da grandi tappe, nelle quali la grazia di Dio precede e accompagna il popolo che cammina zelante nella fede, operoso nella carità e perseverante nella speranza».

Il seguito sulla rivista.

di Francesco Antonio Grana

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