Addio a monsignor Giulio Sanguineti

Si è spento serenamente, giovedì 6 novembre, monsignor Giulio Sanguineti, vescovo emerito di Brescia. Aveva 93 anni, una vita interamente donata alla Chiesa e alle persone, vissuta con il sorriso mite di chi sa accogliere e con la forza tranquilla di una fede profonda.
Nato a Lavagna, in Liguria, il 20 febbraio 1932, fu ordinato sacerdote nel 1955 e consacrato vescovo nel 1981 da Giovanni Paolo II, che ne riconobbe la saggezza e la dedizione. Dopo aver guidato le diocesi di Savona-Noli e La Spezia-Sarzana-Brugnato, nel 1999 arrivò a Brescia, chiamato a succedere a monsignor Bruno Foresti. In questa città trovò una seconda casa e un popolo che imparò presto ad amarlo.
Durante i suoi otto anni di episcopato bresciano, monsignor Sanguineti si distinse per la sua attenzione all’uomo e ai suoi bisogni spirituali e civili. Amava dire che la Chiesa non può «accontentarsi della sua forte tradizione cristiana passata», ma deve «testimoniare con gioia e coraggio nel presente della nostra terra». Era un invito a una fede viva, contagiosa, capace di dialogo e di vicinanza.
Anche dopo il congedo, nel 2007, continuò a seguire con affetto paterno la Chiesa bresciana, mantenendo contatti, preghiera e amicizia con tanti. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua serenità, la sua disponibilità all’ascolto, e quella mitezza luminosa che sapeva dare pace.
La sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha voluto ricordarlo come «un uomo di fede e una guida che ha dato tanto alla nostra città» e il vescovo Pierantonio Tremolada ha detto «La nostra diocesi gli deve molto. Lo affidiamo alla misericordia del Signore, riconoscenti per la sua generosità e la sua intelligenza pastorale».
Nella sua lunga vita, monsignor Sanguineti ha attraversato tempi diversi senza mai smettere di essere un testimone del Vangelo, capace di unire intelligenza e dolcezza. La sua memoria resta come un’eredità spirituale che continua a parlare, con la stessa voce pacata e luminosa di sempre.


