Scintille di pace

Le ha definite così, papa Leone XIV. Quelle scoccate in Medio Oriente a seguito dell’accordo tra Israele e Hamas sono (forse) il preludio di qualcosa di più grande. Non ancora una pace vera (e speriamo che almeno la tregua sia ancora in vigore quando uscirà questo numero di Madre), ma una speranza. Un primo passo che, però, ne richiede tanti altri. Ci si domanda quanti anni dovranno passare per ricostruire scuole, case, ospedali, negozi, centri di ritrovo, università. Qualcuno azzarda dieci anni, se ci sarà la volontà di tutti e se arriveranno i finanziamenti internazionali. In tanti, però, si chiedono anche quanto ci vorrà per ricostruire relazioni e fiducia. Per far cessare l’odio reciproco e il senso di vendetta. Se la tregua sarà ancora in vigore, a Gaza saranno entrati i bulldozer a portare via macerie e corpi seppelliti sotto i quartieri rasi al suolo. La piccola comunità cristiana, da sempre fattore di unità e mediazione, prega e spera. Semina parole di perdono. E aspetta. Chissà quanto ci vorrà, per gli ostaggi israeliani tornati vivi, per riprendersi i sogni e la vita. E se ci sarà un tempo, per le altre 54 guerre in corso, in cui si possa vivere in pace. Se ci sarà ancora spazio per la democrazia e il rispetto dei diritti.
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di Annachiara Valle


