La via Lauretana

In occasione dell’Anno santo, i percorsi che portano a Roma diventano protagonisti di pellegrinaggi unici, aperti a tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza di spiritualità. In queste pagine vi accompagneremo lungo la Via Lauretana, tra Umbria, Marche e Lazio, gustando insieme il ciambellone, dolce tipico marchigiano, e proponendovi altre ricette che hanno come ingrediente l’anice.
«Dice la leggenda», racconta monsignor Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, durante la trasmissione televisiva Un posto a tavola di Libera Tv, «che la casa della Madonna venne portata dagli angeli a Loreto nel 1294. In realtà, secondo gli studi degli storici fu portata dai crociati, che, avendo abbandonato San Giovanni d’Acri nel 1291, trasferirono in Occidente numerose reliquie, tra cui anche le pietre della casa di Maria a Nazareth».
Fin da subito, questa “miracolosa” presenza generò un flusso inarrestabile di pellegrini provenienti da tutta Italia e poi da tutta Europa. Attorno alla Santa Casa venne costruita la maestosa basilica progettata dal Sangallo: nacque così uno dei santuari mariani più importanti della cristianità, e con esso prese forma una vera e propria via di pellegrinaggio, la Via Lauretana, la cui diramazione principale collegava Roma a Loreto. «Era una delle più importanti arterie dello Stato Pontificio», sottolinea monsignor Giulietti.
Con il tempo, questo cammino si è arricchito di molteplici ramificazioni. Una delle più suggestive è quella descritta nella guida edita da Terre di Mezzo, firmata da Chiara Serenelli, che si concentra sul tratto tra Cortona, Assisi e Loreto, collegandosi idealmente anche a Siena, grazie alla presenza di un ramo senese della via.
«Questo cammino», spiega l’autrice, «in particolare Cortona-Loreto, è un percorso di circa 220 km che attraversa l’Italia centrale, passando per Assisi e unendo quindi due santuari: San Francesco di Assisi e la Santa Casa di Loreto. Attraversa l’Appennino nel valico di Colfiorito e tocca le città di Muccia, Camerino, Tolentino, Macerata, Recanati per arrivare poi a Loreto».
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di Lucilla Perrini


