Onde di libertà

In Toscana, l’associazione Surforall trasforma il mare in uno spazio di accessibilità e rinascita. Attraverso l’adaptive surf, persone con disabilità riscoprono sé stesse sfidando l’acqua e il vento, in un progetto che fa dello sport un atto di resistenza e comunità.
In un angolo della Toscana, tra le onde di Marina di Massa e le colline di Pietrasanta, sta crescendo un progetto che unisce sport e solidarietà, fede nelle capacità individuali e fiducia nel futuro. È la storia di Surforall, un’associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale che rende il surf e lo skate accessibili a persone con disabilità, trasformando l’attività sportiva in un potente strumento di integrazione sociale. La vicepresidente dell’organizzazione Francesca Pelizzari e il fondatore Andrea Alari si sono trasferiti dalla Lombardia alla regione di vigneti e uliveti proprio per realizzare il loro sogno e diffondere in Italia il surf adattato. «Tutti dovrebbero provare a fare surf. Per mettersi alla prova, capire i propri limiti e scoprire che spesso possono essere superati», raccontano.
Tutto è iniziato alle Canarie. Era il 2010 e Andrea, durante un soggiorno a Fuerteventura, ha scoperto questa disciplina. Pochi anni dopo sulle stesse spiagge ha incontrato Fuerte Tribù Club Deportivo, una delle scuole pioniere dell’adaptive surf in Europa. Ed ecco che si è accesa la scintilla. «Sono rimasto ammaliato da ciò che facevano con atleti diversamente abili di tutte le età. E ho deciso allora di portare questa pratica in Italia, per dare a tutti la possibilità di beneficiarne», racconta Alari.
Così nel 2016, rientrato nel nostro Paese, ha realizzato il sogno e fondato Surforall, con l’obiettivo di promuovere i due sport in tutta la penisola. Nel 2022 l’associazione ha avviato un protocollo formativo riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la preparazione di istruttori qualificati.
L’adaptive surf è una disciplina che modifica tecniche e attrezzature per permettere anche a persone con deficit motori, cognitivi o sensoriali di vivere l’esperienza del mare in sicurezza, utilizzando tavole personalizzate e metodi specifici. «Il surf è una delle terapie più efficaci per corpo, mente e anima. Il mare insegna ad affrontare l’imprevisto, come accade nella vita», continua Alari. A livello mondiale, la disciplina si sta sempre più affermando. Dal 2015, l’International Surfing Association organizza annualmente il campionato World Para Surfing Championship, al quale nel 2022 hanno partecipato 181 atleti provenienti da 28 nazioni. «Il contatto con l’acqua è già di per sé terapeutico. Ma oltre ai benefici fisici, ci sono anche quelli psicologici e sociali. Si mettono in moto muscoli poco utilizzati, si creano connessioni tra ragazzi e istruttori, si allena la concentrazione, ci si abitua a stare insieme. Inoltre, il confronto con gli altri e la sfida a sé stessi danno una grande forza», spiega Alari.
Gli istruttori, cinque al momento, e i volontari sono preparati per lavorare con persone dai sei anni di età, affette da autismo, sindrome di Down, tetraplegia e altre disabilità. Le sessioni sono fatte su misura. «C’è chi può stare solo sdraiato sulla tavola, chi riesce a stare in acqua dieci minuti, chi un’ora», racconta Francesca. Si possono programmare lezioni individuali o di gruppo e c’è anche chi prova soltanto una volta, per esaudire un desiderio. «L’anno scorso, per esempio, abbiamo organizzato l’addio al celibato di un ragazzo che, rimasto paralizzato in seguito a un incidente, ha voluto, prima del grande giorno, realizzare il desiderio di provare il surf. E lo ha fatto con i suoi amici, qui con noi», prosegue Francesca.
Negli anni l’associazione ha allestito campus per ragazzi con disabilità e pulizia delle spiagge in sinergia con enti locali e nazionali, per educare al rispetto dell’ambiente. Alla fine dell’estate 2025 sarà presentato un cortometraggio di 16 minuti, Onde di libertà-storie di surf adattato, con immagini e interviste a istruttori e volontari, per mostrare come questa disciplina inclusiva possa giovare ai partecipanti.
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di Cristina Colli


