Un Pontificato contro la paura

Credito Jornal o Bom Católico – Flickr

Fin dall’inizio della sua elezione Giovanni Paolo II cercò di combattere i timori: quelli del terrorismo, della secolarizzazione, delle dittature. E si avvicinò soprattutto ai giovani. Lo ricordiamo a vent’anni dalla morte.

Vent’anni fa, il 2 aprile 2005, il mondo salutava san Giovanni Paolo II, un padre più che un Papa. «Vi ho cercato, adesso voi siete venuti da me e per questo vi ringrazio», fu il suo congedo ai giovani di tutto il mondo prima della sua morte. E poi un messaggio finale contro l’accanimento terapeutico: «Lasciatemi andare alla casa del Padre». Alle 21.37 la fine di quel pontificato durato 27 anni. Un regno, iniziato il 16 ottobre 1978, che ha visto il mondo cambiare profondamente, anzi, che ha contribuito a cambiare il mondo. Restano indelebili le immagini delle file interminabili di fedeli, giorno e notte, per entrare nella Basilica Vaticana e dare l’addio a un Pontefice che ha segnato intere generazioni.
A ragazzi e ragazze il testamento più bello: «Vedo in voi le “sentinelle del mattino” in quest’alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare a odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete a essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete a un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa Terra sempre più abitabile per tutti».
Sono trascorsi due decenni dalla scomparsa di un Papa gigantesco sullo scenario mondiale, ma sembra che il tempo non sia passato. La sua figura si erge ancora oggi maestosa nel panorama globale come uno dei maggiori protagonisti del Novecento. San Giovanni Paolo II, infatti, non ha cambiato soltanto il volto della Chiesa cattolica, attuando finalmente e con decisione le riforme del Concilio Ecumenico Vaticano II, ma ha modificato il corso della Storia.
Un programma delineato con lungimiranza nell’omelia della messa di inizio pontificato, il 22 ottobre 1978: «Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa».

Il seguito sulla rivista.

di Francesco Antonio Grana

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