Aspettando gli Oscar

Foto AGF

Il film Vermiglio di Maura Delpero che narra la quotidianità dell’omonimo paese di montagna durante la Seconda guerra mondiale, concorre per la preziosa statuetta. Un successo insperato, ma meritato.

Ne ha fatta di strada. Da uno sperduto paesino della Val di Sole, accovacciata tra le montagne al confine tra Trentino e Alto Adige, dove ancora oggi si parla in dialetto (il solandro), fino al lido per partecipare alla Mostra del cinema di Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento (il secondo riconoscimento assegnato dalla giuria, dopo il Leone d’oro di Pedro Almodòvar per il bellissimo film sull’eutanasia La stanza accanto). Ha poi varcato l’oceano per approdare a Chicago, al cui festival si è aggiudicata il premio per il miglior film. Si è spostata, quindi, dalle rive del lago Michigan fino alla sponda opposta del continente nord-americano, quella sull’oceano Pacifico, e a Los Angeles (ancora oggi mecca del cinema) si è meritata l’ingresso nella sestina finale per il Golden Globe riservato al miglior film straniero. Da lì ha poi intrapreso la corsa verso la nomination agli Oscar, superando la prima feroce scrematura, che ha ridotto le proposte nazionali dei vari Paesi da 85 a 15 pellicole, poste all’attenzione dei selezionatori. Insomma, Maura Delpero con il suo film Vermiglio è riuscita ad arrivare fin sulla soglia del Dolby Theatre di Los Angeles dove, nella notte di domenica 2 marzo, si svolgerà la cerimonia di premiazione della 97ª edizione degli Oscar con la consegna delle mitiche statuette. Un cammino insperato anche se meritato, quasi impossibile considerata la potenza produttiva degli altri titoli in gara. Essere balzata alla ribalta mondiale equivale già a un miracolo. Un trionfo per una regista soltanto al suo secondo film.
«La gente di montagna sa che per arrivare in cima è importante fare un passo dietro l’altro e Delpero ha compiuto la sua bellissima scalata verso il grande palcoscenico internazionale. Complimenti a lei, al suo cinema e alla sua capacità di creare storie limpide e preziose», commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato della società di produzione Rai Cinema (che ha chiesto alla consociata 01 di riportare il film nelle sale, in attesa degli Oscar, dopo l’uscita post-veneziana). «Gareggiare con un film come questo è stata una sfida per tutto il cinema italiano. Abbiamo fatto un gran lavoro di squadra promuovendo l’opera con accurate proiezioni negli Stati Uniti (dal MoMa di New York a Los Angeles) e in giro per l’Europa (Londra, Madrid, Parigi, Roma). Ovunque la visione del film ha suscitato interesse e sincera partecipazione».

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di Maurizio Turrioni

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