Tracce di speranza

Abbiamo aperto l’anno con il rientro in Italia di Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata in Iran il 19 dicembre. Una buona notizia, senza dubbio. Ma il vero segno di speranza è che ci sono ancora tanti giornalisti che non si accontentano di fare il copia-incolla dalle proprie scrivanie, ma che vogliono vedere di persona quello che accade, studiare, approfondire, controllare le fonti. Raccontare la realtà immergendovisi. Usando un linguaggio che coinvolge le nuove generazioni e le spinge a voler comprendere. Cecilia Sala non è la sola, come lei tanti altri, soprattutto tante altre, «consumano le suole delle scarpe», come si diceva un tempo, per andare lì, dove i fatti accadono, per farceli conoscere, anche a rischio della propria sicurezza.
Ma a dicembre abbiamo avuto anche un’altra buona notizia, quella del salvataggio della speleologa Ottavia Piana, rimasta bloccata nella grotta Abisso Bueno Fonteno, vicino al Lago di Iseo, dal 14 al 18 del mese. Si era calata in quegli anfratti, che l’avevano imprigionata già una prima volta, per tentare di mappare caverne ancora inesplorate. notizia, senza dubbio. Ma il vero segno di speranza è che ci sono ancora tanti giornalisti che non si accontentano di fare il copia-incolla dalle proprie scrivanie, ma che vogliono vedere di persona quello che accade, studiare, approfondire, controllare le fonti. Raccontare la realtà immergendovisi. Usando un linguaggio che coinvolge le nuove generazioni e le spinge a voler comprendere. Cecilia Sala non è la sola, come lei tanti altri, soprattutto tante altre, «consumano le suole delle scarpe», come si diceva un tempo, per andare lì, dove i fatti accadono, per farceli conoscere, anche a rischio della propria sicurezza.
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di Annachiara Valle


