Parma celebra Correggio

Foto © Lucio Rossi Foto R.C.R Parma e studio Esseci

Entrare nel monastero benedettino di san Giovanni, nel cuore di Parma, accedere all’omonima basilica e guardare verso l’alto dà un senso di vertigine. Ci si sente avvolti da una luce dorata e quasi rapiti in cielo. Nella calotta della cupola Antonio Allegri, conosciuto come il Correggio (1489-1534), dipinse la Visione di san Giovanni nell’isola di Patmos: al centro, circondata dalla luce, si staglia imponente la figura di Gesù, mentre tutto attorno undici apostoli assistono alla scena, seduti sulle nuvole.
Cinquecento anni dopo questa realizzazione (che impegnò l’artista dal 1520 al 1524), la città emiliana celebra il suo pittore con la mostra Correggio 500. Lo fa anzitutto calando gli affreschi dalla cupola per disporli più vicino al visitatore, garantendogli così la visione di sorprendenti particolari. Ciò avviene all’interno del monumentale refettorio del monastero, grazie all’installazione Il cielo per un istante in terra, generata dal progetto fotografico di Lucio Rossi, che ha realizzato il perfetto fotopiano dell’intera cupola. Il pubblico potrà così scoprire i dettagli che l’artista ha profuso nell’opera, nonostante sapesse che l’occhio dei fedeli non avrebbe potuto apprezzarli appieno da lontano. Potrà anche ammirare una porzione della cupola, ovvero la parte dedicata alla salita di san Giovanni, che di norma può essere vista solo dai monaci, perché rivolta verso il coro a loro riservato, opposto alla navata. Un’occasione, quella offerta dall’installazione, per scoprire il monastero, con i suoi tre grandiosi chiostri e la biblioteca, all’interno di un’ampia sala articolata in tre navate scandite da due file di cinque colonne ioniche, che conserva tesori unici al mondo, come una stupefacente Bibbia in nove lingue del 1657. E ancora, la sala Capitolare, arricchita da sedili in legno con dorsali intarsiati e dal chiusino sepolcrale al centro della pavimentazione, in stile lombardo-veneto.

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di Roberto Zichittella

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