Le Olimpiadi del terrore

Nel 1972 a Monaco un gruppo di terroristi palestinesi sequestrò e uccise gli atleti israeliani. Uno sfregio al volto umano e allo spirito dei Giochi.

Uno sfregio indelebile che ha ferito per sempre il volto umano delle Olimpiadi moderne. Di più, la certezza che lo spettacolo doveva continuare, ma che mai sarebbe tornato quello di prima. La data spartiacque è il 5 settembre 1972, quando un commando di terroristi palestinesi affiliati all’organizzazione paramilitare Settembre Nero fece irruzione, con uno stratagemma – bastò il modesto travestimento di borsoni sportivi carichi di armi – nella palazzina che ospitava la delegazione di Israele durante i Giochi olimpici di Monaco. Uccise subito i due atleti che fecero resistenza e ne prese nove in ostaggio con l’obiettivo di scambiarli con oltre 200 palestinesi detenuti in Israele. 
Golda Meir, premier israeliana, contattata dal governo tedesco, rifiutò di negoziare. La Germania provò a trattare per salvare gli ostaggi: acconsentì a trasportare terroristi e ostaggi in elicottero in una base aerea poco fuori città. Lì, secondo gli accordi, avrebbero trovato un aereo di Lufthansa pronto a trasportare tutti in Medio Oriente. Era una trappola, la polizia tedesca tentò il blitz, i terroristi reagirono lanciando bombe a mano sugli ostaggi. Bilancio finale: 17 morti, tutti gli ostaggi, cinque terroristi e un poliziotto tedesco. Tre terroristi furono catturati. Ma sarebbero fuggiti non molto tempo dopo in un misterioso dirottamento aereo, fatto che peggiorò il giudizio del mondo sulla gestione tedesca di quella crisi, di cui, però, va tenuto in conto il contesto storico. La Germania voleva mostrare un volto amichevole dopo l’esperienza dell’Olimpiade di Berlino del 1936, dominata dalla propaganda hitleriana. Mentre, come ricordava di recente, in un approfondimento della Rai, il professor Riccardo Redaelli, direttore del Centro di ricerche sul sistema Sud e il Mediterraneo allargato (Crissma), «la Costituzione tedesca post-bellica in vigore nel 1972 impediva alle forze armate azioni operative in territorio tedesco in tempo di pace». Anche volendo, l’esercito non si sarebbe potuto impiegare. Ed è facile oggi, con il senno di poi, dire che si era stati superficiali sul fronte della sicurezza. 

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di Elisa Chiari

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