Il Papa della tenerezza

Il 4 settembre verrà beatificato Albino Luciani. Il suo pontificato, durato solo 33 giorni, fu caratterizzato da prossimità, umiltà, semplicità. Valori apprezzati al tempo del suo magistero e ancora oggi più che mai attuali.

Giovanni Paolo I, con la beatificazione presieduta da papa Francesco in piazza San Pietro il 4 settembre, viene restituito alla storia eliminando finalmente i tanti cliché di cui è stato vittima. Il miracolo che ha portato Albino Luciani agli onori degli altari riguarda la guarigione di una bambina affetta da una grave forma di encefalopatia, avvenuta nel 2011 a Buenos Aires, diocesi, come è noto, guidata fino al 2013 dall’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio. 
Giunto in fase romana, il caso è stato esaminato dalla Consulta medica, il 31 ottobre 2019, che ha stabilito all’unanimità che si è trattato di una guarigione scientificamente inspiegabile. Il 6 maggio 2021 anche il Congresso dei teologi ha espresso parere positivo. L’ultimo via libera è arrivato dalla plenaria del Dicastero delle cause dei santi. 
Pontefice per soli 33 giorni, la morte improvvisa di Luciani, avvenuta nella tarda serata del 28 settembre 1978, ha sempre alimentato numerosi misteri, anche per il modo inadeguato con cui fu comunicata dal Vaticano. L’idea di una cospirazione ai danni del patriarca di Venezia, eletto Papa il 26 agosto 1978, dopo la morte di san Paolo VI, è stata alimentata per decenni da ricostruzioni del tutto false. Ipotesi definitivamente smentita dal processo di beatificazione e di canonizzazione, grazie ai documenti e alle testimonianze dei protagonisti ancora in vita. Un lavoro prezioso svolto dal postulatore della causa, il cardinale Beniamino Stella, e dalla vice-postulatrice, Stefania Falasca, vaticanista ed editorialista di Avvenire, oltre che vicepresidente della Fondazione vaticana Giovanni Paolo I, che stabilirono che Luciani morì da solo, nel letto della sua stanza, per infarto miocardico acuto.

Il seguito sulla rivista.

di Francesco Antonio Grana 

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