«Uniti in difesa del Creato»

È l’appello di papa Francesco in occasione della Giornata mondiale che si celebra il 1° settembre. Un messaggio, lanciato in vista dei vertici Cop 27 e Cop 15, che invita a rispondere con le azioni al «grido amaro» della Terra.

Stiamo raggiungendo un punto di rottura, serve una conversione ecologica individuale e comunitaria. Nel messaggio lanciato in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, che si celebra il 1° settembre, papa Francesco chiede alla comunità delle nazioni di agire in vista di due importanti vertici internazionali, Cop 27 e Cop 15. 

Salvaguardare il clima
Il primo appuntamento, Cop 27, in programma in Egitto a novembre, avrà l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra il più urgentemente possibile, in modo da limitare l’aumento delle temperature globali a soli 1,5 gradi, come auspicato dall’Accordo di Parigi sul clima, firmato il 12 dicembre 2015, cui anche la Santa Sede ha aderito. Un traguardo «impegnativo», per raggiungere il quale Bergoglio spera che vengano attuati adeguati «piani climatici» o forniti «contributi determinanti a livello nazionale». Francesco ha ricordato come questo sia il tempo ideale per mettere in atto una conversione ecologica in risposta all’attuale catastrofe, di cui già parlava Paolo VI. Per riuscirci occorre modificare gli stili di vita.
Se il cambiamento dei comportamenti deve riguardare tutti, con spirito di massima cooperazione, a essere esposti alla crisi climatica sono soprattutto i poveri, che maggiormente soffrono l’impatto di siccità, inondazioni, uragani e ondate di calore, che diventano sempre più intensi e frequenti.

Il seguito sulla rivista.

di Paola Arosio

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