Aspettando il Festival di Cannes 

La 75ª rassegna, in programma sulla Croisette dal 17 al 28 maggio, celebrerà come ospite d’onore Tom Cruise per Top Gun: Maverick. Esclusi i cineasti russi, in segno di protesta contro la guerra.

Annullato nel 2020 a causa della pandemia. Costretto a un insolito calendario estivo, nel luglio 2021, pur di sfruttare l’allentamento delle restrizioni sanitarie e avere le star in presenza (a cominciare da Spike Lee, presidente di giuria a lungo corteggiato, ma poi rivelatosi un mezzo disastro). Il Festival di Cannes punta ora sull’edizione numero 75, in programma sulla Croisette dal 17 al 28 maggio, per rilanciare la sua leadership a livello mondiale. Programma scintillante quello annunciato a metà aprile da Thierry Frémaux, delegato generale del festival, ma che fino all’ultimo giorno subirà variazioni, aggiunte, defezioni per le tante incertezze dettate dalla situazione internazionale. Se non bastasse, infatti, il covid a tenere in ansia gli organizzatori, ci si mette ora pure il conflitto tra Russia e Ucraina a innalzare la tensione. 
«Nel momento in cui il mondo è scosso da una grave crisi che vede parte dell’Europa ridotta in stato di guerra», dicono i responsabili, «il Festival di Cannes desidera esprimere il suo sostegno al popolo ucraino. Per quanto modesta, uniamo la nostra voce a tutte quelle che si oppongono all’inaccettabile situazione, denunciando l’atteggiamento della Russia e dei suoi dirigenti. Rivolgiamo un pensiero particolare agli artisti e ai professionisti del cinema ucraino, così come alle loro famiglie, le cui vite sono oggi in pericolo. E’ stato perciò deciso, a meno che questa guerra d’aggressione non cessi, di non accogliere delegazioni ufficiali che vengano dalla Russia né di accettare la presenza di qualsivoglia istanza legata al governo russo. Per contro, rendiamo omaggio al coraggio di tutti coloro che, in Russia, si sono assunti il rischio di protestare. Ci sono tra loro artisti e professionisti del cinema che non hanno mai smesso di lottare contro l’attuale regime. Fedele alla sua storia, che cominciò nel 1939 in opposizione alle dittature fascista e nazista, il Festival di Cannes sarà sempre al servizio di quegli artisti la cui voce si leva per denunciare violenza, repressione e ingiustizie a difesa della pace e della libertà».

Il seguito sulla rivista

di Maurizio Turrioni

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