L’armata di terracotta

Dopo 48 anni dal ritrovamento dei famosi guerrieri, il governo cinese ha deciso di intraprendere un’esplorazione che potrebbe condurre a nuove, clamorose scoperte.

Cina, città di Xian. Era il 30 marzo 1974 quando un contadino, scavando un pozzo, trovò frammenti di antiche statue di terracotta. Fu l’inizio di una delle più straordinarie scoperte archeologiche di tutti i tempi: dalla terra emergevano i primi soldati del grandioso Esercito di terracotta, che da lì a poco sarebbe diventato famoso in tutto il mondo. 
Fu una sorpresa per tutti. Il luogo era a circa 1,5 chilometri da una collina inesplorata, ma nota agli archeologi perché al suo interno nasconde da 2.200 anni il misterioso mausoleo con il sepolcro di Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina, che nel III secolo a.C. aveva creato un grande Stato unendo sei province fino allora in guerra tra loro. 
Dopo il ritrovamento casuale dei primi frammenti, gli archeologi hanno chiarito che appartenevano ai militi di terracotta del potente esercito che Qin aveva schierato a difesa della sua vicina tomba. Emerse l’incredibile: un’imponente armata fatta di migliaia di statue di soldati in assetto di guerra, con armi in bronzo e armature, a grandezza naturale, uno diverso dall’altro, allineati in più file e pronti al combattimento. Da allora gli scavi continuano: sono stati trovati e messi in mostra anche alcuni carri con cavalli fusi in bronzo e finimenti d’oro e d’argento. Quella dell’Esercito di terracotta è stata una scoperta archeologica sensazionale, la più clamorosa del Novecento. I guerrieri di ventidue secoli fa sono diventati famosi e il luogo del ritrovamento è invaso da folle di turisti provenienti da tutto il globo. Sul posto, dove si lavora per restaurarli, ne sono stati lasciati più di ottomila, visibili negli scavi protetti da immensi capannoni. 

Il seguito sulla rivista.

di Tina Lepri

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