Uno spazio che si tinge di rosa

A Milano, nel quartiere Giambellino, c’è un luogo che offre sostegno alle donne in difficoltà. Aiutandole a imparare la lingua italiana, a trovare lavoro, ad adempiere alla burocrazia. Ma soprattutto a recuperare l’autostima e la fiducia in sé stesse. 

Nel cuore di Giambellino, quartiere popolare e multietnico della periferia sud-ovest di Milano, l’edificio della stazione ferroviaria di San Cristoforo, luogo di viavai quotidiano di pendolari, da tre anni ospita un centro dove, dal lunedì al venerdì, donne e mamme in difficoltà possono trovare un aiuto, un sostegno, un porto sicuro. Al secondo piano della struttura Francesca Martino, pedagogista, ci accoglie nello Spazio donna della ong WeWorld, ci mostra la stanza colorata per i bambini, ci fa accomodare nel soggiorno – luminoso, ben arredato e curato nei dettagli, dal divano alla libreria fino ai quadri sulle pareti – e ci offre un caffè. Uno spazio concepito come una casa, dall’atmosfera informale, dove le donne si sentono a loro agio, come in famiglia. 
Gli Spazi donna sono luoghi di accoglienza, incontro, socializzazione, dove équipe specializzate affiancano le donne in percorsi individuali o di gruppo mirati alla conoscenza di sé stesse, alla valorizzazione delle proprie risorse, al recupero della fiducia e dell’autostima. 
«Questo Spazio è nato nel 2019 con il sostegno di Collistar», spiega Martino, 46 anni, una delle operatrici. «Da allora sono passate più di 370 donne. Quasi 150 hanno seguito percorsi individuali». La pandemia ha limitato ma non fermato il lavoro dello Spazio, che ha trasferito online varie attività. Qui lavorano tre operatrici (una psicologa e due pedagogiste) e collaborano in qualità di volontarie due insegnanti di italiano, una avvocata, una educatrice per i bambini. Presto arriveranno anche due counsellor. «Noi svolgiamo un lavoro di accompagnamento e di rafforzamento, con l’obiettivo di fare sentire le donne competenti e di aiutarle a compiere scelte libere nella loro vita», prosegue l’operatrice. Lo Spazio include anche uno sportello preposto al disbrigo di pratiche burocratiche, dall’iscrizione a scuola per i figli all’attivazione dello Spid. «Il bisogno più impellente per il quale in genere le utenti bussano alla nostra porta è la ricerca di lavoro», aggiunge Martino. «Ma poi, durante il percorso, emergono altri problemi, alla base dei quali vi è sempre, come comune denominatore, la scarsa autostima».

Il seguito sulla rivista.

di Giulia Cerqueti 

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