Il gigante del pensiero

Definito così, il grande scrittore Victor Hugo, del quale ricorrono i 220 anni dalla nascita, ci ha lasciato nei suoi romanzi l’amore per l’uomo e per la libertà.

Compie 220 anni il più celebre degli scrittori francesi, paladino romantico, uomo politico, abile disegnatore, drammaturgo, poeta, romanziere, instancabile creativo e visionario, difensore della libertà e dei diritti umani. La molteplicità dei suoi interessi e le avventure della sua vita sono trasposte nei suoi capolavori, Notre-Dame de Paris e I miserabili, ancora oggi ripubblicati, tradotti, adattati per il cinema o il teatro.
Figlio di un generale dell’esercito napoleonico, che dovrà seguire in Italia e in Spagna, Victor Hugo si sente destinato alla letteratura fin dalla giovane età. A 14 anni appunta nel suo taccuino «voglio essere o Chateaubriand o niente», a 15 partecipa a un concorso di poesia, a 17 fonda una rivista insieme al fratello e a 19 pubblica la sua prima antologia poetica, Odi, che gli frutta una pensione concessa dal re Luigi XVIII in persona. 
Ormai inserito nell’ambiente culturale parigino con i suoi circoli, diventa il principale rappresentante della giovane generazione romantica. Abbandona temporaneamente la poesia per dedicarsi al teatro. Il prologo dell’opera Cromwell, pubblicata nel 1827, è considerato il manifesto del dramma romantico, definito un genere espresso da un verso nuovo, più libero, aperto verso la prosa, e fondato sui contrasti, sulla presenza del comico, del tragico e, soprattutto, del grottesco.

Il seguito sulla rivista.

di Marta Perrini

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