La «cercatrice irrequieta»

140 anni fa nasceva Virginia Woolf, una delle più importanti scrittrici inglesi e intellettuali femministe. Ci ha lasciato grandi romanzi, affascinanti e attuali ancora oggi. 

Di lei si dice tutto e il contrario di tutto, e lo stesso dei suoi libri: affascinanti, geniali, noiosi, illeggibili. Molti di noi hanno ben presente la fotografia con la quale è passata alla storia: una bella ragazza con i capelli raccolti e il viso di profilo, che guarda verso il basso con un’espressione d’invincibile tristezza. A fine gennaio ricorrono i 140 anni della sua nascita, ma Virginia Woolf resta, in qualche modo, nostra contemporanea. Non solo per i temi che tratta o per la modernità della sua prosa, ma perché nel dare voce ai suoi personaggi parla di noi, delle nostre sfere più intime, e così ci sentiamo rappresentati, raccontati, con pudore e delicatezza. La riprova: solo nel 2021 in Italia sono stati ristampati 14 suoi lavori e pubblicati nuovi saggi e commenti. Da Un anno con Virginia Woolf (Neri Pozza), il libroomaggio che la studiosa Nadia Fusini ha dedicato alla scrittrice con l’idea di «svegliarsi ogni mattina, per un anno intero, in compagnia della Woolf, perché possiamo godere del ristoro che ci viene dall’essere in compagnia con la sua mente», a Ti basta l’Atlantico? Lettere 1906-1931 (Nottetempo), frutto del lavoro d’archivio di Chiara Valerio e Alessandro Giammei, che hanno tradotto, per la prima volta in Italia, l’epistolario tra la Woolf e Lytton Strachey, portando a conoscenza del grande pubblico il lato ironico e mondano dei due intellettuali inglesi.

Il seguito sulla rivista.

di Marta Perrini

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