L’anno che sta arrivando, fra un anno se ne andrà…

Così cantava Lucio Dalla, di cui ricorrono, il 1° marzo, i dieci anni dalla morte. E viene da pensare, così come faceva l’artista bolognese, ai tanti sogni e alle speranze con cui, ogni volta, ci si predispone ai mesi che verranno. Ai buoni propositi, ai progetti che si vorrebbe diventassero realtà. 
Lo scorso anno aspettavamo i vaccini, la possibilità di abbracciarci, la fine della pandemia, la ripresa del sistema economico. Più in piccolo sognavamo di riprendere le nostre relazioni quotidiane, di poter andare a trovare i parenti in un’altra regione, di poter festeggiare un compleanno… Alcune promesse sono state mantenute, altre hanno scatenato incomprensibili tensioni e messo a rischio, nuovamente, la salute pubblica, come capita, purtroppo ancora, con i no vax e i negazionisti.
Alcune imprese, invece, sembrano fuori dalla nostra portata, come la risoluzione dei conflitti, la pace nel mondo, l’inversione della rotta per i cambiamenti climatici, la fine della fame e della povertà.

Il seguito sulla rivista.

di Annachiara Valle

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