Gemma, la moglie nascosta

Questa donna restò accanto al poeta per tutta la vita. Rimanendo nell’ombra, sempre un passo indietro. Ora un libro le rende giustizia, dandole il posto che merita.

Nei libri di scuola è solo un nome, lasciato lì fugacemente. Eppure Gemma Donati, rampolla di una delle famiglie più in vista della Firenze del Duecento, ne aveva di cose da dire. Non fosse altro per quel marito, destinato a una gloria che ha attraversato i secoli: Dante Alighieri. Il libro La moglie di Dante, scritto da Marina Marazza per Solferino, indaga, scava, incarna e plasma davanti al lettore la figura di questa donna per nulla trascurabile, proprio nell’anno in cui l’Italia e il mondo celebrano i 700 anni dalla morte del Sommo poeta. Non è la prima volta che l’autrice fa sentire una voce femminile del passato. Lo aveva già fatto nel romanzo L’ombra di Caterina, che ricostruisce il ritratto della sconosciuta madre di Leonardo da Vinci, o in Io sono la strega, finalista al premio Bancarella.
Anche nel caso di Gemma, la scrittrice, ex manager editoriale, sceglie il racconto in prima persona. «Candidamente il personaggio si svela, si confessa, racconta le proprie paure, confida cosa avverte nel cuore», spiega l’autrice. «Alla fine, il lettore la conosce bene, pare sia un’amica della quale poter intuire risposte, comportamenti, pensieri. Cosa direbbe Gemma in questo caso? Cosa farebbe? Sembra quasi di saperlo». 

Il resto sulla rivista.

di Elisabetta Gramolini

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