Rispettiamo il Creato

I cattolici, nella Giornata del 1° settembre e in vista della Settimana sociale che si terrà a Taranto in ottobre, ribadiscono l’impegno in difesa della Terra e di chi la abita. Per un futuro più sostenibile e solidale.

Una transizione che trasformi in profondità la nostra forma di vita, per realizzare a molti livelli quella conversione ecologica chiesta da papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’. È la traccia indicata dalla Conferenza episcopale italiana in occasione della 16ª Giornata nazionale per la custodia del Creato che si celebra il 1° settembre 2021.
Il tema scelto per questa edizione prende spunto da un versetto della Lettera di San Paolo ai romani: Camminare in una vita nuova. Il sottotitolo è: La transizione ecologica per la cura della vita. L’invito dei vescovi italiani è quello di «riprendere coraggiosamente il cammino, lasciandoci alle spalle una normalità con elementi contraddittori e insostenibili, per ricercare un diverso modo di essere, animato da amore per la Terra e per le creature che la abitano. Con tale transizione esprimiamo la cura per la casa comune e corrispondiamo così all’immagine del Dio che, come un Padre, si prende cura di ognuno».
La traccia indicata della Conferenza episcopale è in linea con il cammino di preparazione alla 49ª Settimana sociale, che si terrà a Taranto dal 21 al 24 ottobre 20 prossimi e che avrà come tema Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso. Per i vescovi, infatti, «la transizione ecologica è insieme sociale ed economica, culturale e istituzionale, individuale e collettiva, ma anche ecumenica e interreligiosa. È ispirata all’ecologia integrale e coinvolge i diversi livelli dell’esperienza sociale che sono tra loro interdipendenti: le organizzazioni mondiali e i singoli Stati, le aziende e i consumatori, i ricchi e i poveri, gli imprenditori e i lavoratori, le nuove e le vecchie generazioni, le Chiese cristiane e le confessioni religiose. Ciascuno deve sentirsi coinvolto in un progetto comune, perché avvertiamo come fallimentare l’idea che la società possa migliorare attraverso l’esclusiva ricerca dell’interesse individuale o di gruppo. La transizione ecologica presuppone un nuovo patto sociale, anche in Italia».

Il resto sulla rivista.

di Francesco Antonio Grana

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