L’impatto sul pianeta dei consumi europei

Il Wwf  ha denunciato in un nuovo report pubblicato il 14 aprile che «l’Italia, in base ai dati del 2017, si è collocata al secondo posto nella classifica degli otto paesi europei responsabili dell’80 per cento della deforestazione inclusa nei prodotti, di provenienza tropicale, lavorati e consumati nell’Unione europea». Una responsabilità che abbiamo e che esercitiamo inconsapevolmente quando consumiamo prodotti importati da Paesi tropicali (soia, olio di palma e carne bovina, prodotti legnosi da piantagioni, cacao e caffè), che, per arrivare sulla nostra tavola, hanno provocato deforestazione e trasformazione di ecosistemi naturali.

Secondo il rapporto, «nel 2017 l’Ue è risultata il secondo più grande importatore di deforestazione incorporata nei prodotti, subito dopo la Cina. La sua responsabilità è infatti ricollegabile alla deforestazione e trasformazione di 203 mila ettari di terreni naturali, con l’emissione di 116 milioni di tonnellate di CO₂. Nel periodo di studio l’Ue ha causato il 16 per cento della deforestazione associata al commercio internazionale, superando India (9 per cento), Stati Uniti (7 per cento)». La Commissione europea, continua il Wwf, «sta lavorando a una proposta legislativa, da sottoporre presto al Parlamento europeo e agli Stati membri, capace di disaccoppiare dalla deforestazione le importazioni dell’Ue. È necessario che questa legge prenda in considerazione, oltre agli ecosistemi forestali, anche le praterie, le savane e le zone umide delle stesse regioni, che vengono distrutti per far spazio a campi e pascoli».    

Secondo uno degli autori del report, Anke Schulmeister-Oldenhove, European policy office (Epo) del Wwf: «In tutto il mondo, la deforestazione e la trasformazione di ecosistemi naturali stanno alimentando la crisi del clima e della biodiversità. Stiamo segando il ramo su cui siede l’umanità e mettendo a repentaglio la nostra stessa salute. In questo momento l’Ue è parte del problema ma, con la giusta legislazione, potrebbe diventare parte della soluzione». Per questo il Wwf richiede al Parlamento europeo una nuova legge europea sulla deforestazione che tenga conto di questi otto punti:

  • 1. I prodotti e le materie prime introdotti nel territorio europeo devono risultare sostenibili, oltre a essere stati prodotti legalmente.
  • 2. Il campo di applicazione della norma comunitaria deve comprendere anche la conversione e il degrado degli altri ecosistemi naturali, oltre alla deforestazione e al degrado delle foreste naturali.
  • 3. La nuova legislazione deve riguardare sia materie prime che loro trasformazioni legate al degrado delle foreste e degli ecosistemi naturali.
  • 4. Nessuna violazione dei diritti umani deve essere legata alla raccolta o produzione di materie prime immesse sul mercato dell’Ue.
  • 5.Vengano introdotti requisiti obbligatori per le imprese e il settore finanziario, per garantire la tracciabilità delle materie prime e la trasparenza della catena di approvvigionamento.
  • 6. Vengano fornite definizioni chiare dei termini e dei concetti utilizzati nella legislazione.
  • 7. La nuova legge deve essere applicata e fatta rispettare rigorosamente in tutti gli Stati membri dell’Ue, con sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.
  • 8. La normativa deve prevedere altre misure per affrontare la distruzione e il degrado delle foreste naturali e di altri ecosistemi naturali.

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