Le sette donne del mare

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo), la Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco ha promosso sette donne impegnate nella difesa del mare, in ambiti molto diversi, dall’artista al giudice, dalla ricercatrice alla chef. L’Unesco le ha scelte come modelli per il “Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile 2021-2030″, proclamato dalle Nazioni Unite. Dieci anni che hanno l’obiettivo di supportare il ruolo delle scienze del mare nella promozione dello sviluppo sostenibile e nella implementazione dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite e dei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.
 «Ciascuna di queste donne rappresenta uno dei sette risultati attesi dal Decennio del mare, dedicato appunto a costruire l’oceano che vogliamo: pulito, sano e resiliente, produttivo, predicibile, sicuro e accessibile, ma anche un oceano che ispira e che coinvolge», spiega Francesca Santoro, specialista di programma dell’Intergovernmental oceanographic commission Unesco e promotrice del Decennio del Mare in Italia. «Grazie a questi sette volti vogliamo stimolare soprattutto le donne, dimostrando in quanti modi diversi si possa amare, rispettare, studiare e proteggere l’acqua e di conseguenze l’oceano».

Le sette donne sono: Anne de Carbuccia, artista ambientalista e filmmaker, Arianna Mancuso, biologa e subacquea, ricercatrice dell’Università di Bologna, Bonetta dell’Oglio, mresidente di Donne di Mare e chef dell’Alleanza Slow Food Italia, Ida Caracciolo, giudice del Tribunale del Mare, Roberta Ivaldi, professoressa presso l’Istituto idrografico della marina, Simona Masina, ricercatrice del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, Claudia Pasquero, professoressa di Oceanografia e fisica dell’atmosfera.

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