Italia prima in Europa per inquinamento

The lancet planetary health ha di recente pubblicato uno studio che riguarda il tasso di inquinamento di più di mille città europee. La ricerca si è focalizzata su due principali inquinanti: il particolato sottile e il biossido di azoto, mettendoli in relazione con il tasso di mortalità delle città. Lo scopo era quello di verificare il numero di morti premature dovuto proprio allo smog.

Le cifre sono impressionanti: infatti se anche solo uno dei due inquinanti fosse mantenuto al di sotto della soglia stabilita dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), in Europa si sarebbero evitate 51.900 morti premature ogni anno.

Le due città al primo posto sono italiane: Bergamo e Brescia, che, non a caso, spiega il rapporto, sono anche state quelle più colpite dal covid, e tra le prime dieci compaiono anche Vicenza e Saronno. In Italia, denuncia Greenpeace, il 54 per cento del particolato sottile è dovuto al riscaldamento e agli allevamenti intensivi, mentre il biossido di azoto viene soprattutto prodotto dai trasporti. Per questo per Greenpeace è necessario «per mettere davvero fine all’inquinamento atmosferico e insieme all’emergenza climatica, intervenire subito per cambiare il settore dei trasporti e avviare una riduzione della produzione e consumo di carne e una riconversione ecologica di tutto il settore».

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