La poesia di Amanda per Biden

Mercoledì 20 gennaio è stato il giorno dell’insediamento ufficiale di Joe Biden alla Casa Bianca. Subito dopo il primo discorso del presidente degli Stati Uniti, ha preso la parola, tra le bandiere simbolo dei cittadini che causa covid non hanno potuto presenziare, una poetessa afroamericana di 23 anni, Amanda Gorman, che ha declamato a tutta la nazione una sua poesia, The hill we climb, ovvero La collina che stiamo risalendo.

Amanda Gorman, nata in Germania e cresciuta a Los Angeles, è un’attivista impegnata sul fronte femminista, ma non solo. Si occupa anche di razzismo e di emarginazione. A 16 anni era già stata nominata Young poet laureate a Los Angeles e nel 2017, mentre studiava sociologia a Harvard, la prima National young poete laureate.

La sua poesia, bellissima, un inno alla speranza, prende spunto dai discorsi di Martin Luther King e di Abraham Lincoln. «Siamo gli eredi di una nazione e un tempo in cui una ragazzina nera discendente di schiavi e figlia di una madre single può sognare di diventare presidente o ritrovarsi a declamare per un presidente», ha detto Amanda, riferendosi a se stessa. «Se dobbiamo tener fede al nostro tempo la vittoria non sarà nella spada ma nei ponti che abbiamo creato, perché essere americani è più di un orgoglio che ereditiamo: è un passato in cui ci inseriamo chiedendoci come possiamo ripararlo».

Scrive in The hill we climb «Avrebbero frantumato la nostra nazione / pur di non condividerla, / l’avrebbero distrutta / se solo avessero potuto/ con questo ritardare la democrazia è quasi successo. / Anche se la democrazia può essere / periodicamente rallentata, non può / mai essere davvero sconfitta».

La poesia chiude con questi versi: «La nuova alba sorge / mentre noi la liberiamo /perché ci sarà sempre luce / se avremo il coraggio di riconoscerla/ se avremo il coraggio di incarnarla quella luce».

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