Tesori di terracotta

Dopo essere rimaste due mesi sotto chiave a causa del coronavirus, 22 sculture in terracotta, frutto di ricerche, restauri e donazioni, risplendono nel Museo diocesano di Padova.

Nel superbo edificio quattrocentesco, accanto al famoso duomo, la raffinata esposizione si apre con il capolavoro La Madonna col bambino di Donatello arrivata dal Louvre. Già il titolo della mostra è un programma d’arte e cultura del territorio: A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio, fino al 27 settembre.I capolavori che si possono ammirare nelle sale sono tra i pochi che sono sopravvissuti e giunti fino a noi, orgogliosa testimonianza delle migliaia di opere che un tempo popolavano chiese, conventi, abbazie tra Padova, Vicenza, Belluno, Venezia. Gli stessi artisti che, dalla metà del Quattrocento, creavano sculture in pietra, marmo, bronzo, contese da ricchi mercanti e nobili, realizzavano, nelle loro botteghe, nella più umile e meno costosa terracotta, Compianti sul Cristo morto e Madonne con il bambino destinate alla devozione familiare, in dimensione ridotta ma sempre di grande qualità. Un’arte popolare preziosa, un patrimonio d’arte unico al mondo, per secoli disperso tra furti, indifferenza e vandalismi. La mostra segna così la rinascita e la riscoperta di un patrimonio trascurato: un progetto a cui hanno partecipato tante persone, che hanno fornito non solo contributi per i restauri, ma anche un aiuto a storici ed esperti per ritrovare questi tesori dimenticati in cantine, casolari, sagrestie, depositi.

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Tina Lepri

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