Verso i rifugi di montagna

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Gennaio è il mese perfetto per indossare scarponi e sci. E per raggiungere tante strutture che, nelle valli alpine, offrono ospitalità, ma anche tranquillità, benessere ed esperienze gourmet.

Si pensa, a volte, che il trekking di montagna sia adatto solo per i mesi estivi. Niente di più sbagliato. Il vero trekking, o meglio, il più appagante per il corpo e l’anima, è quello che si fa durante i mesi invernali. Gennaio è il mese ideale. La folla dei turisti per Natale comincia a scemare e i nostri monti rinascono a nuova vita. Neve, freddo pungente, giornate di sole, e tanti chilometri da percorrere, rigorosamente a piedi. Il nostro cammino di viandanti solitari – ora qualcuno dirà che in coppia si cammina meglio, ma il gusto del viaggio da soli è più autentico e originale – procede con lente falcate con le ciaspole o con gli scarponi che affondano nella neve. Il miraggio è a poche centinaia di metri, quando intravediamo il fuoco del camino nelle antiche case di montagna. Sono i rifugi. I nostri amati rifugi, che sulle Alpi sono una vera istituzione e che sono pronti a ospitarci con le loro prelibatezze gastronomiche e con la loro calda accoglienza. L’aria familiare che si respira, l’amicizia che si instaura tra gli ospiti delle austere stanze, i cellulari che non prendono, la natura che ci abbraccia. E tanti pensieri che vanno e vengono.
Ma dove andare? Ci inoltriamo per tre valli storiche: la Val di Fassa, la Val di Non e la Val di Susa. Sono moltissime le malghe e le strutture aperte per offrire agli escursionisti un silenzio e una tranquillità antichi, un’esperienza gourmet o un’oasi di benessere.
Val di Fassa
InAlto, al Passo san Pellegrino, è il rifugio del gusto, dove la cucina stellata si fonde con l’essenzialità delle terre alte. La gastronomia in montagna è più di una scommessa. Ci ha creduto lo chef stellato Alfio Ghezzi, che dal 2023 ha aperto questo locale con un impegno: cucinare a 2.500 metri facendo tesoro delle materie prime che da sempre caratterizzano l’alimentazione di chi vive nella zona. Oltre all’ottima tavola, questo punto di ristoro regala ai visitatori anche magnifici paesaggi, grazie alle ampie e luminose vetrate. Così, tra visioni della parete sud della Marmolada, del monte Pelmo, del Civetta e delle Pale di San Martino, si entra in uno scenario di assaggi e viste superbe. Lassù, in alto nel cielo, i profumi delle portate si addensano e tirano fuori il miracolo.


Il seguito sulla rivista.

di Gianni Di Santo

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