La regina del giallo

A cinquant’anni dalla morte, Agatha Christie, prolifica autrice e donna anticonformista, è ancora attuale. Perché i suoi enigmi parlano di desideri e paure universali.
Èl’autrice più letta al mondo, insieme a Shakespeare e alla Bibbia, con oltre due miliardi di libri tradotti in cento lingue, e una delle più prolifiche: dalla sua penna sono usciti 66 romanzi, oltre 150 racconti, 24 testi teatrali – di cui una, Trappola per topi, in scena a Londra ininterrottamente dal 1952 – e due memoir.
Se si dovesse leggere un’opera di Agatha Christie al mese, per affrontare l’intero catalogo ci si metterebbe sei anni. Ribattezzata la regina del giallo, la scrittrice ha trasformato il genere portando il crimine negli spazi quotidiani – una villa elegante, un hotel sul mare, un treno verso l’Europa – e creando figure entrate nell’immaginario collettivo come Hercule Poirot e Miss Marple. Il primo, con baffi impeccabili e fiducia assoluta nella logica, rassicura che un ordine esiste sempre, anche nel caos. La seconda, con la pazienza di una vecchia signora di campagna, dimostra che l’osservazione attenta delle persone è la chiave per giungere alla verità. Due prospettive che insegnano a non fermarsi alla superficie.
Christie ha uno sguardo acuto sulla vita che la rende ancora oggi, a cinquant’anni dalla morte, più attuale che mai. Una riprova? È del 2025 un corso digitale della Bbc che, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, di quasi cento esperti e della stessa famiglia dell’autrice, l’ha “riportata in vita” per insegnare come si costruisce un giallo perfetto. Sempre l’anno scorso Assassinio sul Nilo è diventato un videogioco e, tra il 2017 e il 2023, sono stati prodotti tre film con Poirot interpretato da Kenneth Branagh.
Nel 2015 un gruppo di ricercatori inglesi ha analizzato 27 suoi romanzi per trovare un algoritmo in grado di smascherare il colpevole, basandosi su schemi ricorrenti, senza trovare alcuna soluzione. L’ingegno dell’autrice ha potuto più delle nuove tecnologie. «Christie non è mai fuori moda», scrive il critico John Curran, «perché i suoi enigmi parlano dei nostri desideri e di paure universali». La sua modernità, d’altronde, è dimostrata dall’eterna vitalità dei suoi lavori, continuamente rieditati su carta e trasposti per il cinema e la tv.
Considerata l’esponente classica del giallo d’indagine all’inglese, in realtà le convenzioni letterarie messe a punto sul modello di Edgar Allan Poe e di Arthur Conan Doyle vengono sistematicamente stravolte: Christie, che parlava della propria produzione come della sua «fabbrica di salsicce», con capacità di critica e analisi culturale scalfiva, invece, continuamente la superficie della rispettabile società borghese. Nelle opere l’omicidio non è solo un gioco intellettuale, ma una ferita che mette a nudo passioni e rancori poiché «il crimine è banale, ma l’umanità non lo è mai».
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di Marta Perrini


