«Spero che sia una rinascita»

Pamela Anderson, la nota bagnina di Baywatch, è ora nel sequel di Una pallottola spuntata. Un’ occasione per combattere la calura con fresche risate.
La chicca dell’estate, da assaporare con leggerezza come si gusta un fresco sorbetto, si chiama Una pallottola spuntata. Titolo che dirà poco o nulla ai millennial, ma che rievoca risate negli spettatori che a fine anni Ottanta entrarono in sala attratti dai nomi dei realizzatori (i fratelli David e Jerry Zucker più il sodale Jim Abrahams, creatori del campione d’incassi L’aereo più pazzo del mondo) e s’innamorarono della loro comicità non sense, che mixava toni del poliziesco e della commedia con robuste spruzzate di slapstick, cioè gag visive e verbali apparentemente semplici ma irresistibili. L’inizio di un fortunato filone che partorì due sequel con i medesimi protagonisti (il maldestro tenente Frank Drebin, impersonato da Leslie Nielsen, e la bella Jane, alias Priscilla Presley) per poi trovare degni epigoni nel duo Jim Carrey e Jeff Daniels (star della serie Scemo & più scemo). Insomma, niente sofismi verbali alla Woody Allen né trame contorte: un canovaccio per facili risate. Divertimento puro. Un’assurdità, vista l’aria cupa che tira oggi. Oppure, proprio per questo, l’opportunità di “ossigenare” lo spirito.
Se ciò non bastasse, ci sono ancora i nomi a titillare il cinefilo. Protagonista del sequel è l’insospettabile Liam Neeson che, stanco di action movie, si cala nei panni di Frank Drebin junior, figlio del poliziotto pasticcione, mostrando il suo lato scanzonato. E sorprendente è la sua partner, quella Pamela Anderson che la serie tv Baywatch consacrò sex symbol mondiale. Sono passati trent’anni da quando la bionda correva (al rallentatore) sulle spiagge di Malibù, strizzata nel body color aragosta, per soccorrere bagnanti in difficoltà e risolvere beghe sentimentali con lo statuario collega David Hasselhoff. Un successo planetario. Accompagnato da una vita esagerata: quattro matrimoni falliti (specie quello col musicista Tommy Lee, con cui ha avuto i figli Brandon, 28 anni, e Dylan, 26); decine di spot pubblicitari; 14 copertine su Playboy (vera pupilla del fondatore Hugh Hefner); oltre duecento episodi in tv (è stata coprotagonista anche di serie come La tata e Quell’uragano di papà). Il tutto sotto l’obiettivo indiscreto del gossip. È anche comparsa in 22 pellicole, senza però lasciare traccia. Due anni fa, improvvisamente, la virata: si è presentata a Parigi, alle sfilate della Fashion Week, senza un filo di trucco. Ha venduto la casa di Malibù e detto addio a Los Angeles per tornare a Vancouver, in Canada, a vivere nella casa natia. Ma c’è di più: dopo una lunga pausa è tornata sul set per recitare davvero. La giovane regista Gia Coppola (nipote del grande Francis Ford) ne ha intuito il turbinio di sentimenti, la voglia di rivalsa e le ha affidato il ruolo di protagonista in The last showgirl, storia di una matura ballerina di Las Vegas che deve fare i conti con la realtà quando il suo trentennale spettacolo chiude i battenti. Una parte cucita su misura: piume e lustrini per celare sogni, amarezze, rimpianti. Una confessione davanti alla cinepresa che è valsa la nomination ai Golden Globe come miglior attrice drammatica. Per Coppola, è lei la Marilyn Monroe dei giorni nostri.
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di Maurizio Turrioni


