Appennini da scoprire

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Dalla Toscana alla Calabria, queste montagne orizzontali vantano numerosi comprensori sciistici. Dove è possibile divertirsi, senza dimenticare il valore della «restanza», cioè del restare per generare un nuovo senso dei luoghi.

Quando c’è la neve – ma anche quando non c’è, come purtroppo si sta verificando negli ultimi anni a causa del surriscaldamento del pianeta – si prepano i bagagli e si punta verso nord. Le Alpi sono le montagne in verticale, il cui terreno ospita freddi inverni o assopiti autunni, mentre il colore stupendo della roccia dolomitica si confonde con il bianco delle cime innevate. Trentino-Alto Adige, Friuli, Piemonte, Valle d’Aosta sono da sempre luoghi in cui ci si può lasciare coccolare dai panorami ghiacciati e dalla calda ospitalità locale.
Eppure, guardando un po’ più a sud, gli Appennini, le montagne di mezzo, ci regalano un fascino tutto orizzontale. Alla bussola geografica puntata a settentrione fa da contraltare un’altra bussola, anch’essa generatrice di buoni percorsi, che è quella dei sentimenti.
Il viaggio lungo i monti appenninici, in un’Italia centrale e meridionale che spesso conosciamo ancora troppo poco, ci attira forse di più. Perché ci sprona a esplorare le bellezze dell’orizzonte più che le vette tempestose e alte. E queste bellezze altro non sono che i piccoli borghi nascosti alla decadenza delle grandi città, dove la cultura dell’abbraccio tra le genti che vi abitano e il profumo della cucina, prelibata e popolare allo stesso tempo, ci avvolgono. Occorre perdersi lungo la dorsale magica che porta quasi sempre a casa.
Del resto, la neve c’è pure qui, anche se è marzo. I numeri sono di tutto rispetto: 682 chilometri di piste e 288 impianti di risalita. I comprensori sciistici sono linfa vitale per la resistenza, per una vita comunque sobria, qualche volta aspra, difficile, silenziosa.
Il comprensorio Alto Sangro, il più grande del centro-sud Italia, si trova in provincia di L’Aquila e raggruppa le migliori località sciistiche abruzzesi, come Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, Pescasseroli, Barrea, Castel di Sangro. Roccaraso, con oltre cento chilometri di piste, è il fulcro dello sci, mentre Rivisondoli e Pescocostanzo offrono paesaggi fiabeschi con borghi storici e artigianato locale. Ci sono poi Pescasseroli, che invita a scoprire la natura e la fauna selvatica; Barrea, affacciata sull’omonimo lago; Castel di Sangro, con la sua storia e la sua tradizionale cucina.
I comprensori di Campo Felice-Rocca di Cambio e di Monte Magnola-Ovindoli (dove andava a sciare papa Giovanni Paolo II), sempre in provincia di L’Aquila, si trovano a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Nella medesima provincia pure il comprensorio di Campo Imperatore, conosciuto come il piccolo Tibet, una delle località sciistiche più affascinanti e iconiche della regione. Situato nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso, questo luogo unico offre piste adatte sia ai principianti sia agli sciatori più esperti, regalando a tutti un’esperienza indimenticabile sulla neve. Sci alpino, quindi, ma non solo. Anche sci di fondo e ciaspolate in panorami spettacolari. Ma altri comprensori vanno citati. Per esempio, quello di Cimone-Montecreto-​Sestola-Le Polle, in provincia di Modena, in Emilia-Romagna, e quello di Abetone-​Val di Luce, in provinca di Pistoia, a nord della Toscana.

Il seguito sulla rivista.

di Gianni Di Santo

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