La barbarie lontana e il prossimo vicino

Stiamo assistendo, in questi mesi di guerra, a un paradosso. Persone che non parlano con i vicini di casa e con i propri parenti, che portano zizzania nelle famiglie altrui, che impongono la loro opinione con prepotenza, si cimentano con improbabili piani di pace tra Russia e Ucraina. Organizzano incontri tra cittadini dei due Paesi, «per farli dialogare, perché l’odio non trionfi». Mi viene allora in mente quanto sia facile occuparsi – senza peraltro risolverli davvero – dei problemi lontani quando non si sa come porre rimedio alle proprie deficienze. Come sia semplice scaricarsi la coscienza facendo vedere quanto si possa essere bravi nelle grandi questioni quando non si è invece capaci di agire nella propria piccola vita quotidiana. Il seme di ogni guerra non è nei proclami dei potenti o nelle decisioni dei dittatori di turno. Cresce, invece, nell’animo di ciascuno di noi.

Il seguito sulla rivista.

di Annachiara Valle

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