Il dovere della memoria

Si celebra oggi, 27 gennaio, la Giornata in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Il teatro civile racconta, soprattutto ai giovani, storie e testimonianze, affinché conoscano e non dimentichino. 

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Una data che precede di due settimane il Giorno del ricordo (10 febbraio) dedicato ai massacri delle foibe e all’esodo dalmata-giuliano. Due pagine terribili della nostra storia. 
Tra il 1933 e il 1945 furono circa 17 milioni le vittime dello sterminio nazi-fascista, di cui sei milioni di ebrei. Un milione solo nel complesso di Auschwitz. Donne, uomini, bambini, anziani. «Ricordare », ha detto papa Francesco, parlando della Shoah, «è una espressione di umanità, ricordare è segno di civiltà, è condizione per un futuro migliore di pace e di fraternità, significa anche stare attenti perché questi fatti possono succedere un’altra volta, incominciando da proposte ideologiche che vogliono salvare un popolo e finiscono per distruggere l’umanità. State attenti a come è cominciata questa strada di morte, di sterminio, di brutalità». 
Ricordare le vittime e la spaventosa macchina di morte inventata dall’uomo diventa necessario, un impegno e nello stesso tempo un dovere civile. Ricordare, quindi, e prima ancora conoscere, perché, come disse Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre».

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di Lucilla Perrini

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