Mediterraneo frontiera di pace

Un anno fa il Papa incontrava a Bari venti vescovi provenienti da altrettanti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, «la prima tappa», afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei «l’inizio di un cammino che era necessario intraprendere, per dare la nostra risposta col Vangelo ai problemi della Chiesa, alle nostre chiese e alla società di oggi». “Mediterraneo frontiera di pace”, era non solo il titolo dell’ incontro, ma anche un programma di fraternità e condivisione: per i vescovi ancora più oggi, nell’anno del covid, è necessario operare nel solco di quello che è emerso un anno fa, perché non resti un evento isolato, ma «apra cammini di riflessione e di azione a livello locale e internazionale».

A Bari il Papa aveva affidato ai vescovi un’«opera di riconciliazione e di pace: «ricostruire i legami che sono stati interrotti, rialzare le città distrutte dalla violenza, far fiorire un giardino laddove oggi ci sono terreni riarsi, infondere speranza a chi l’ha perduta ed esortare chi è chiuso in sé stesso a non temere il fratello. E guardare questo, che è già diventato cimitero, come un luogo di futura risurrezione di tutta l’area». E a distanza di un anno, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, l’impegno a dialogare e a costruire la pace in un’area cruciale per il mondo continua. «In risposta al covid», scrivono i vescovi, «la nostra rete nel Mediterraneo ha visto confermare, dopo Bari, forme di collaborazione e solidarietà, tese a dare risposte comuni a problemi comuni. Ne sono esempio la solidarietà portata dalla chiesa che è in Italia al Libano, colpito ad agosto da una tremenda esplosione nella zona portuale di Beirut, e alla popolazione della Croazia, devastata da una serie di scosse sismiche nel mese di dicembre».

Per il cardinale Bassetti è fondamentale  riprendere «l’intuizione di Bari per rendere il Mare nostrum quel “grande lago di Tiberiade” che fu in passato, come lo definiva Giorgio La Pira, le cui sponde tornino ad essere simbolo di unità e non di confine. È essenziale proseguire in questo percorso di comunione, nell’orizzonte indicatoci da Papa Francesco che, nella Fratelli tutti, ci ricorda che il dialogo perseverante e coraggioso, anche se non fa notizia, aiuta il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto».

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