Donne sull’orlo del baratro

Agf

Nel film Pieces of a woman Vanessa Kirby interpreta una madre che perde il suo bambino subito dopo il parto. Dolore, angoscia, senso di colpa. E poi la rinascita, per cercare di stare bene. Di nuovo.

È la più accreditata per i prossimi premi Oscar che, al culmine di una stagione tormentata dalla pandemia, vissuta più sulle piattaforme online che nelle sale, verranno assegnati il prossimo 25 aprile. La londinese Vanessa Kirby ha forti probabilità di vincere la statuetta come protagonista del drammatico Pieces of a woman del regista ungherese Kornél Mundruczò. Un premio virtualmente già assegnatole dalla critica, che l’ha incoronata alla Mostra del cinema di Venezia con la Coppa Volpi. Ma pronosticato anche a furor di pubblico, visti i consensi e i like raccolti dal film sulla piattaforma Netflix. «Non mi aspettavo che andasse così bene, ma i complimenti non sono la cosa più importante», dice la Kirby, 32 anni e già una solida carriera teatrale alle spalle (per i critici inglesi, notoriamente poco teneri, «una vera bomba» in Julie tratto dal classico testo di August Strindberg). «Mio padre, medico di campagna, mi ha cresciuta con la convinzione che solo il lavoro sia importante, perché è ciò che resta. È stato lui a trasmettermi la sua enorme passione per il palcoscenico, portandomi regolarmente a teatro. È dopo essere rimasta conquistata da una produzione del Giardino dei ciliegi con Vanessa Redgrave che ho capito di voler fare l’attrice. Mi piace essere apprezzata, ma ogni film può essere l’ultimo. Bisogna continuare a lavorare».

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Maurizio Turrioni

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