Il futuro è blu

Dal commercio all’economia, dal turismo alla produzione energetica, il mare può essere un’inestimabile risorsa per promuovere una crescita sostenibile e inclusiva.

Il mare nella storia dell’uomo è sempre stato presente, tanto che non è possibile scrivere la storia delle civiltà senza misurarsi con il ruolo preminente della navigazione, del commercio, della pesca e di tutte le attività correlate, direttamente o indirettamente, a questa immensa distesa d’acqua. Le più importanti scoperte geografiche si devono  alle grandi traversate e anche il popolamento del pianeta, fin dagli albori della storia, è avvenuto attraverso le migrazioni via mare. Dal rapporto con quest’ultimo dipendono da sempre politica interna e politica estera, economia e organizzazioni militari. Il nostro secolo è stato indicato come il “secolo blu” proprio per sottolineare la centralità del mare nelle relazioni e nella sicurezza internazionale. Un bene comune su cui viaggia il 90 per cento delle merci globali e nella cui prossimità vive l’80 per cento della popolazione mondiale. Il mare, oggi come in passato, ha una funzione di interconnessione delle economie del pianeta, è la via principale della globalizzazione. Ma più gli scambi marittimi connettono il mondo intero, più il mare diventa conteso e causa di conflitti tra gli Stati per le materie prime e lo sfruttamento delle risorse e per i fenomeni di territorializzazione degli spazi marittimi. Che si parli di gas naturali, petrolio o minerali, quel che nella maggior parte dei casi importa è accaparrarsi il diritto di sfruttare le ricchezze nascoste nei fondali.

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Antonio Dell’Anna

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