Inquietudine

L’inquietudine è per me la caratteristica di questo dicembre 2020. Mese che si pone a conclusione di un anno terribile, che ha spezzato le vite di molti, di troppi, e sconvolto quelle di tutti. Probabilmente in maniera permanente. Alle spalle lunghi mesi di paura, incredulità, sofferenza, perdite, impegno, coscienza, incoscienza, speranze, lavoro, disoccupazione, fraternità, incertezza, solitudini, affetti. Mesi difficili che sono dietro di noi, ma anche, purtroppo, ancora davanti a noi. Pazientare, resistere, trovare altre risorse materiali e spirituali. Seguitare a mantenere e a costruire legami. Rendersi utili se possibile. Accogliere, anche solo sentimenti propri e altrui. Nell’inquietudine – compagna di ogni vita realmente umana – si nasconde, però, sempre un angolino di speranza, di certezza di un’alternativa, di attesa di una sorpresa. Buio e luce. Così protagonisti di questo periodo dell’anno, della storia, delle nostre vite. Buio e luce. Penso alla salvifica follia dell’incarnazione che stiamo per celebrare. Penso a un Dio “strano”, che vuole condividere un’umanità inquieta.

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Agnese Moro

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