Custodire la bellezza

Nel suo ultimo libro Gregorio Arena, presidente di Laboratorio per la sussidiarietà, propone un percorso indirizzato alla cura dei beni comuni. Un sogno che, con il contributo di tutti, può diventare realtà.

Il titolo del libro, I custodi della bellezza, è già un programma. «I custodi siamo noi», scrive l’autore Gregorio Arena, già professore di diritto amministrativo, da anni impegnato in una battaglia che considera, oggi più che mai, essenziale. La bellezza è, ovviamente, l’Italia, «il meraviglioso Paese che abbiamo ottenuto in eredità e che abbiamo il dovere di tramandare a chi verrà dopo di noi in condizioni uguali o migliori di quelle in cui l’abbiamo ricevuto». In concreto, significa che «dobbiamo essere “custodi attivi”, dobbiamo cioè impegnarci nella cura dei beni che ci sono stati affidati, non sostituendoci alle istituzioni, ma agendo insieme con loro». L’obiettivo finale è la realizzazione di un sogno, quello di vedere un intero Paese che si prende cura di sé stesso e dei propri beni comuni e, nel far ciò, libera le infinite energie nascoste nelle nostre comunità, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione sociale. Vasto programma, impegno di alto profilo che Arena (dopo anni di lavoro teorico e dopo aver fondato l’associazione che presiede, Labsus-Laboratorio per la sussidiarietà) ribadisce tra le righe del suo recente ebook (scaricabile su www.labsus.org). Non è un’utopia, anzi, «sta già succedendo da anni in tutto il Paese.

Il seguito sulla rivista

Vittorio Sammarco

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