Autunno

Mi è sempre tanto piaciuto l’autunno. Con i suoi colori accesi, le folate di vento, l’inizio del freddo e la voglia di intimità e di confidenze che porta con sé. Frutti da conquistare e da scoprire, come le castagne che vanno “espugnate” dal loro guscio puntuto e cotte con molta attenzione e pazienza. Le sue imprevedibili dolcezze, come nell’estate di san Martino. Il suo silenzio e il suo raccoglimento dopo la scoppiettante estate. Usato dai poeti come immagine della precarietà della vita (come il magistrale: «Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie» della poesia Soldati di Giuseppe Ungaretti) e da tutti noi come momento dell’anno in cui ricordiamo i nostri cari che non ci sono più, l’autunno è pieno di contraddizioni, di promesse, di attese. Piogge torrenziali e giornate splendide. Febbrile attività nelle vigne, nelle cantine, con gli ulivi e nei frantoi e serate che iniziano presto e che ormai si fanno lunghe come le notti. Attività di progettazioni, di nuovi inizi, di intenso lavoro, e bisogno di casa, di affetti, di compagnie amichevoli. Autunno infinitamente lungo, ma anche infinitamente breve. Già si intravede Natale e il calore e le vicinanze che porta con sé.

Il seguito sulla rivista

Agnese Moro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.