Mascherine

Questa parola, che un tempo si usava quasi solo parlando del carnevale dei bambini, è diventata oggi una delle più comuni, serie e importanti nella nostra vita quotidiana. Le mascherine sono uno strumento salvavita, la propria e quella altrui. Indossarle è uno dei pochi gesti che ognuno di noi può fare per opporsi e resistere a una malattia che sta cambiando le nostre vite, dopo averne strappate e seguitando a strapparne un numero impressionante, da noi e in tutto il mondo. Eppure, neanche su questo semplice fatto riusciamo a essere d’accordo, e la parola «mascherina» diventa oggetto di discussione, di contrapposizione, di manifestazioni di piazza, di scontri. Le motivazioni del rifiuto a usarle sono molte e parecchio diverse tra loro: il covid non esiste, è un complotto per dominarci, si ledono le libertà individuali, indossarle fa male… solo per nominarne alcune. È una situazione tragica, ma illuminante. Tra le tante fragilità del nostro presente, che il covid ha messo in luce, questa mi sembra essere la meno considerata, ma la più gravida di conseguenze: non crediamo che ci sia una realtà oggettiva che possa essere condivisa da tutti al di là delle opinioni, delle fedi, delle culture e delle sub-culture.

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Agnese Moro

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