Il ritorno del teatro

Al via il festival della Biennale di Venezia, giunto alla 48ª edizione. Il tema di quest’anno, la censura, verrà affrontato da artisti italiani.

La censura: questo è il tema della Biennale Teatro di Venezia 2020, giunta alla sua 48ª edizione, che si terrà nella città lagunare dal 14 al 25 settembre. Con 40 spettacoli teatrali e 28 titoli, tutti al debutto, immaginata come un “padiglione Teatro Italia”, l’esposizione collettiva di artisti italiani porta la firma di Antonio Latella, attore e regista, nonché direttore del Festival dal 2017. «In questi tre anni», spiega sul sito della Biennale, «ho voluto evidenziare artisti internazionali da far conoscere al pubblico italiano, e quindi anche agli artisti italiani. Cercando nella programmazione un confronto diretto, una contaminazione capace di arricchire il nostro bagaglio di ricerca. Il quarto anno diventa per me la valorizzazione del teatro italiano». Una sorta di valorizzazione del made in Italy, quindi, proprio in un periodo in cui, a causa dell’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo, il settore teatrale ha subìto un duro contraccolpo dovuto alla chiusura dei teatri e alla sospensione di tutti gli spettacoli. «Abbiamo cercato di costruire una mappatura di artisti che raramente vengono programmati dai teatri istituzionali, ma che si stanno imponendo all’attenzione della critica e degli operatori», continua Latella, «artisti che, soprattutto, stanno costruendosi un loro pubblico, fortemente trasversale e che esce dalla costrizione dell’abbonamento. Molti invitati sono giovani, alcuni giovanissimi usciti dal College di regia della Biennale, altri più grandi ma solo per questioni anagrafiche».

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Luisa Pozzar

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