Europa fuori dalla crisi

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Come occorre ripensare la politica e l’economia globale di fronte alle difficoltà attuali? Ne parla Massimo Bordignon, uno dei cinque membri dell’European fiscal board.

La pandemia da covid-19 ha eroso le nostre certezze. Di colpo ci siamo ritrovati a temere per la nostra salute e per quella di chi amiamo. Abbiamo avuto paura per il lavoro: ferie obbligate, casse integrazioni e licenziamenti sono diventati tristi realtà per numerose persone. I lavoratori stagionali sono stati i primi a “saltare”, letteralmente spazzati via. Infine, abbiamo compreso che il miglioramento sanitario non sarebbe coinciso con una ripresa economica. Ora che il peggio pare passato – ma è davvero così? – ci rendiamo conto che gli strascichi di questi mesi sono e saranno enormi, non solo da un punto di vista umano, ma anche sociale ed economico. Nulla sarà più come prima non solo per il nostro Paese, ma anche per grandi potenze mondiali come gli Stati Uniti e, ovviamente, per il continente europeo. «La storia ci insegna che le federazioni vivono o muoiono in base a come rispondono alle crisi. Quella che stiamo attraversando avrebbe potuto determinare la frattura dell’Unione europea e, a dire il vero, il rischio sussiste ancora, anche se è ora meno probabile. Mi pare di poter dire che nel complesso l’Europa ha agito bene. Sono stati messi in piedi numerosi interventi, c’è stato un rafforzamento della solidarietà collettiva impensabile fino a pochi mesi fa. Soprattutto l’Unione si è attivata con insolita rapidità visti i suoi farraginosi meccanismi decisionali. La soluzione alla crisi greca era arrivata dopo tre anni, stavolta sono stati compiuti progressi notevoli nel giro di qualche settimana. Alcune istituzioni europee sono sovranazionali, altre intergovernative: anche per questo non era scontato che riuscissero a operare all’unisono, sono rimasto piacevolmente sorpreso», afferma Massimo Bordignon, professore di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano e uno dei cinque membri dello European fiscal board, l’organismo indipendente che vigila sulla politica fiscale dell’Unione.

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Marta Perrini

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