Ricominciare

Ricominciare è una delle parole che abbiamo sentito più spesso in questo drammatico periodo.

Una parola che, nel corso dei mesi, ha veicolato speranze, rabbia, preoccupazioni, che ha indicato obiettivi da raggiungere. Una parola che ha ispirato provvedimenti, inventiva, scelte individuali e collettive, voglia di fare. È stata anche una ispirazione, una promessa, un progetto di vita. Ricominciare è la parola che stiamo usando soprattutto per indicare il momento in cui le cose devono riprendere a scorrere e a essere vissute come prima della pandemia. Ma è una parola, anche, che sollecita tante domande. È possibile che tutto torni come prima? Saremo capaci? Ci saranno le condizioni per farlo? E vogliamo davvero che tutto ritorni come prima, anche se il prima non si è dimostrato in grado di proteggerci? C’è una responsabilità nostra in quello che è accaduto? E cosa è davvero accaduto? Quanti sentimenti, percezioni di sé sono cambiati dentro di noi? E quelli di prima ritorneranno? Sapremo avere cura gli uni degli altri e anteporre il bene di tutti al nostro singolo interesse? Cercheremo di venirne fuori tutti insieme, come abbiamo promesso, o ci sarà il triste teatrino del «si salvi chi può»?

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Agnese Moro

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