L’infinita quarantena dei nonni

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A casa, per difenderci da un virus giunto all’improvviso a squassare le nostre vite, viviamo ancora tutte le difficoltà che hanno rivoluzionato i già complicati equilibri dell’organizzazione familiare. Difficoltà che restano, anche se le restrizioni vanno allentandosi, per la paura di poter essere contagiati, essendo già un po’ in là con gli anni. Certo le misure precauzionali sono necessarie per noi: come ormai ci sentiamo ripetere da tempo, siamo la “classe” anagrafica che il covid-19 colpisce con più spietatezza, e nessuno di noi vorrebbe correre il rischio di contrarre il virus dai nostri nipoti, che magari non presentano sintomi dell’infezione, ma possono trasmetterla. O, al contrario, nessuno vorrebbe rischiare di contagiare loro. Dall’altra parte, però, mordiamo il freno, ci sentiamo irrequieti: alla consapevolezza della nostra oggettiva vulnerabilità si mescola, infatti, l’amarezza di non poter essere di aiuto alle famiglie dei nostri figli che avrebbero un grande bisogno di noi.

Il seguito sulla rivista

Annalisa Pomilio

www.noinonni.it

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