L’impegno dell’Ordine di Malta

In questo tempo segnato dalla pandemia, le donne e gli uomini dell’antica istituzione religiosa hanno offerto il loro supporto solidale a chi ne aveva bisogno, assistendo gli ultimi ovunque nel mondo.

In 900 anni abbiamo affrontato malattie, terremoti, guerre, miseria. Oggi, con la stessa determinazione, lottiamo contro il coronavirus nei nostri ospedali, costruendone di nuovi, trasportando i malati, aiutando chi ha bisogno, portando medicine a chi è solo, assistendo gli ultimi ovunque nel mondo. Il nostro è un messaggio di speranza: uniti ce la faremo anche questa volta». È l’efficace sintesi con la quale le donne e gli uomini dell’Ordine di Malta hanno lanciato il loro messaggio di solidarietà in questo tempo segnato dalla pandemia. Una storia luminosa fatta di nove secoli di servizio nella quale si è inserito l’aiuto concreto che questo illustre sodalizio ha fornito durante il covid, grazie all’opera di centinaia di volontari. Un modo anche per ricordare l’esempio dell’ultimo Gran maestro dell’Ordine di Malta, fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, venuto a mancare lo scorso 29 aprile. Davvero prezioso è stato l’impegno solidale svolto dalla delegazione di Roma, in particolare dal gruppo giovani, in prima fila durante l’emergenza sanitaria. Molti ragazzi hanno offerto il loro tempo in diversi centri di assistenza sociale dell’Ordine di Malta e in alcune parrocchie della diocesi del Papa per il confezionamento e la distribuzione, anche a domicilio, di migliaia di pacchi di generi alimentari destinati alle persone più bisognose. Altri giovani hanno organizzato dei turni per tenere sempre compagnia, con telefonate e videochiamate, a ventitré loro coetanei assistiti. Durante la pandemia, la delegazione della capitale ha collaborato intensamente con la Commissione cucine economiche del Circolo San Pietro per la distribuzione settimanale di mille pasti.

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Francesco Antonio Grana

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