Coscienza

Tra le parole che ci abitano in questi giorni e in questo momento tragico – come: «morte», «contagio», «isolamento», «paura», «solitudine», «incertezza» – dovrebbe trovare un posto anche la parola «coscienza». Rimasta per molto tempo sullo sfondo delle nostre vite individuali e soprattutto della nostra vita collettiva, ritorna oggi, quasi prepotentemente, a riproporsi a noi non come un puro richiamo etico o morale, ma come un fatto che sembra farsi largo tra noi giorno dopo giorno. Invece di chiamarla «eroismo» – parola forse romantica, ma certamente ambigua e riduttiva rispetto allo sforzo così umano di essere giusti – la dedizione di questi tempi espressa da medici, infermieri, farmacisti, personale sanitario e socio-sanitario, scienziati, necrofori, forze dell’ordine, volontari, protezione civile, commessi, addetti alle consegne, giornalisti, autisti dei mezzi pubblici, postini, addetti alla nettezza urbana e una infinità di altri potrebbe più propriamente e con effetti più costruttivi essere definita come «coscienza professionale».

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Agnese Moro

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