Sognando un’Italia mondiale

Tutto incomincia con la copertina della Domenica del Corriere dell’agosto 1966. All’interno del giornale c’è un’immagine, realizzata da un vignettista, che rappresenta il villaggio globale dell’epoca, che contava tre miliardi di persone. Delle cento persone disegnate, le 21 al centro raffigurano gli europei che contavano il 21 per cento della popolazione mondiale. Gli asiatici erano il 55 per cento, gli africani il 7, gli altri pochissimi. Oggi è tutto cambiato, più avanti lo sarà ancora di più. Che cosa succede al mondo nell’arco dell’esistenza di una persona?

A porsi questo quesito è Enrico Letta, presidente del Consiglio dei ministri nel 2013-2014, che nel 2015 ha deciso di cambiare vita. Dopo essersi dimesso dalla Camera dei deputati, si è trasferito a Parigi, dove insegna e dirige la Scuola di Affari internazionali dell’Università Sciences Po, una delle più prestigiose della scena internazionale.

Comprendere i grandi cambiamenti globali e come questi influiscano sui singoli Paesi e sulla formazione dei giovani è oggi il suo campo di studio e di interesse. Per questo Letta ha fatto realizzare un’altra vignetta del villaggio globale, stavolta datata 2050.

Il seguito sulla rivista

di Marta Perrini

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